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Due mani girano una confezione di muesli in una corsia buia del supermercato, dietro un muro di scritte in piccolo.

II · Il retro

Gira la confezione. E poi smetti di ridere.

Mi ricordo ancora che sapore aveva il cibo prima che avesse un ufficio marketing.

E un giorno ero al supermercato e mi sono chiesta perché per anni avevo creduto al davanti. Al sole. Alla frutta. Alle parole naturale, prezioso, senza.

Poi ho cominciato a girare le confezioni.

E te lo dico: quello che c'è scritto dietro mi ha fatto passare l'appetito. Non per il cibo. Per la pubblicità.

La cosa subdola è questa: davanti non mente quasi nessuno. Non serve nemmeno. Chi conosce le regole non ha bisogno di mentire. Solo delle parole giuste. E quelle ce le hanno. Da decenni.

Elenco ingredienti tipico di una barretta ai cerealiINGREDIENTI: sciroppo di glucosio, fiocchi d'avena 21 %, zucchero, grasso di palma, sciroppo di glucosio-fruttosio, farina di riso, latte scremato in polvere, destrosio, sciroppo di zucchero invertito, umidificante (glicerolo), emulsionante (lecitine di soia), succo di frutta concentrato (mela), aroma, acidificante (acido citrico), sale, antiossidante (acido ascorbico), colorante (E 171), antiagglomerante (sali di magnesio degli acidi grassi), aroma naturale.

Sei parole. Un solo zucchero.

Cinque frasi in cui ci sono cascata

«Senza zuccheri aggiunti»

Una volta la prendevo per una buona notizia. Non lo è. Vuol dire solo: nessuno ci ha versato dentro qualcosa apposta per addolcire. Se lo zucchero lo porta la frutta stessa, è tutto permesso, e da qualche parte, minuscolo, c'è scritto «contiene naturalmente zuccheri». Io non l'ho mai letto. Probabilmente nemmeno tu. Così una barretta ai datteri con oltre 40 grammi di zucchero ogni 100 grammi finisce sullo scaffale del tutto legalmente, con sopra «senza zuccheri aggiunti». E al tuo corpo non importa proprio niente da dove venga lo zucchero. Non fa i conti per provenienza. Fa i conti in grammi.

«Aroma naturale»

Pensavo venisse dal frutto nella foto. Sbagliato. Naturale vuol dire solo: la sostanza, un tempo, veniva dalla natura. Può essere una pianta completamente diversa. Può essere una coltura di funghi o batteri. Solo se c'è scritto «aroma naturale di fragola» il 95 per cento deve essere davvero fragola. Una sola parola. E le aziende sanno benissimo quale lasciare fuori.

«Con preziose vitamine»

«Prezioso» lo può scrivere chiunque. Non è protetto da nessuna parte. Le vitamine di solito vengono aggiunte dopo, giusto quanto basta per la pubblicità. Un prodotto che devi pompare con le vitamine perché suoni prezioso ti dice già tutto, no?

«Senza conservanti»

Vero. Eppure dura mesi. Come fa? Zucchero, sale e acidificanti fanno lo stesso lavoro. Si chiamano solo in un altro modo. Dove c'è così tanto zucchero, perfino alla muffa passa la voglia. Pensaci, prima di metterlo nel portamerenda di tuo figlio.

«Da agricoltura sostenibile»

Per anni stampato e basta. Prove? Non servivano. Dal 27 settembre 2026 è finita: parole generiche come «sostenibile», «rispettoso dell'ambiente» o «climaticamente neutro» nell'UE sono vietate senza una prova vera, e i bollini fatti in casa pure. Ci sono voluti decenni perché qualcuno lo vietasse. Pensa a quanto tempo l'hanno fatta franca.

Ecco come faccio oggi. Tre secondi a confezione.

Leggo solo i primi tre ingredienti. Quello che sta davanti è quello che c'è in quantità maggiore. Zucchero, sciroppo o succo concentrato tra i primi tre? Allora è un dolciume. Non importa quanto sana finga di essere la confezione.

Conto i nomi dello zucchero. Sciroppo di glucosio. Fruttosio. Destrosio. Maltodestrine. Succo concentrato. Pasta di datteri. Più sono diversi, più hanno spezzettato lo zucchero, perché nessuno da solo finisca in cima. Non è un caso. È voluto.

Cerco la percentuale. Quello che è raffigurato davanti deve comparire dietro con la percentuale. Fragola gigante nella foto, dietro 0,8 per cento. Non serve che continui a leggere.

Credo solo alla tabella. «Carboidrati, di cui zuccheri» ti mostra tutto lo zucchero, da qualunque parte venga. È l'unico numero sulla confezione che non flirta con te.

La mia prima spesa onesta

Mi sono messa un'IA sul telefono e ci ho girato il supermercato. Girare la confezione, farle leggere l'elenco ingredienti, farglielo smontare. Una dopo l'altra.

Sono uscita con tre cose. Una spezia. Sale marino. Verdure surgelate.

Tre.

Ero alla cassa ed ero furiosa. Con le aziende. E un po' con me stessa, perché per tanto tempo non avevo guardato.

Oggi compro latte, uova e patate dal contadino e cucino io. Non perché me lo posso permettere. Ma perché non voglio più permettermi di farmi prendere per il culo.

Non credermi. Vai a controllare.

Regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, allegato: «senza zuccheri aggiunti» · Regolamento (CE) n. 1334/2008 relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti, articolo 16: aromi naturali · Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori: ordine e indicazione quantitativa degli ingredienti · Direttiva (UE) 2024/825, recepita nella legge tedesca contro la concorrenza sleale (UWG), applicabile dal 27 settembre 2026